Astrologia

“Quello ch’è non può essere che un prodotto di opposti e contraddizioni,
ma proprio perciò ha armonia in sé,
poiché armonia significa unità del multiforme e fusione di contrasti”
Filalao

Fiumi d’inchiostro sono stati adoperati per scrivere sull’Astrologia, questa antichissima scienza –precorritrice dell’Astronomia- che risale alla notte dei tempi. Quando sia nata esattamente è difficile dirlo, ma certamente ha inizio con l’uomo poiché essa non è altro che la riproduzione celeste dell’essere psicofisico al momento della nascita, e segna la storia dinamica della sua avventura umana. L’Astrologia mette in relazione il Macrocosmo col Microcosmo, l’Universo dei pianeti con l’Universo-uomo.

Dire –com’è d’uso comune- che i pianeti influenzano l’uomo non è proprio esatto, è vero invece che i pianeti segnano gli eventi. Il Macrocosmo e il Microcosmo infatti viaggiano all’unisono. È come dire “l’uomo si specchia nel Cielo e ne percepisce l’Armonia”. Il tema natale indica il passaggio del neonato in una realtà nuova. Nel momento in cui al nuovo nato viene tagliato il cordone ombelicale, proprio in quell’attimo il Macrocosmo segna le caratteristiche del neonato, e, quindi, il suo profilo psicofisico e tutti i vari aspetti che si evidenziano dalle Case astrologiche. Tenendo presente che l’Astrologia è dinamica –tale il movimento degli astri- i pianeti segnano le varie fasi di percorso e di mutamento dell’individuo.

Quando è nata l’Astrologia? Difficile stabilirlo, ma da quando l’uomo esiste, il suo sguardo è sempre stato rivolto al Cielo, all’osservazione degli astri, alla regolarità dei loro movimenti, alla variazione periodica della luce e delle tenebre, del caldo e del freddo e quindi alla variazione delle stagioni, dipendenti dagli astri maggiori. Queste convinzioni hanno fatto sì che dalla notte dei tempi il Destino dell’uomo dipendesse dagli astri maggiori. Fu così che nacque l’Astrolatria. Ogni pianeta aveva precise caratteristiche e la sua influenza era considerata buona o nefasta. Tutto ciò contribuì a far credere che gli astri fossero divinità onnipotenti e gestissero la sorte degli uomini. L’Astrolatria –che non deve essere sottovalutata- fu la base dell’Astrologia. Infatti, la conoscenza del movimento degli astri è una caratteristica di tempi evoluti. Tanto è pienamente confermato dalla storia della religione babilonese che origina dall’Astrolatria, ma accentuò il suo carattere siderale nel periodo neobabilonese e caldeo.

Storicamente abbiamo notizia dell’Astrologia dagli astronomi caldei, popolo vissuto a nord della Babilonia. A quel tempo i fenomeni celesti venivano regolarmente registrati e compilati cartogrammi con le orbite del sole e della luna, le tabelle delle eclissi solari e lunari, calcolate la rivoluzione dei pianeti e la posizione delle stelle entro l’eclittica. Lo zodiaco fu diviso in dodici parti uguali, ciascuna di 30° che da quel momento hanno conservato i nomi delle costellazioni. Gli Iniziati caldei non utilizzavano però l’Astrologia per oroscopi individuali, anzi condannavano chi si abbassava a tale attività per scopo di lucro. Determinante fu il loro contributo a tramandare questa scienza alla generazione dei futuri astrologi in Egitto, Grecia, India e Persia. È doveroso riconoscere che una tale scienza non poteva che scaturire da Iniziati che credevano in una Suprema Gerarchia di divinità astrali. Essi ne percepirono l’Essenza, l’armonia dell’Universo e il collegamento esistente tra il Cielo e la Terra. E l’intuizione di questi Iniziati si è rivelata addirittura sbalorditiva in quanto nel corso dei secoli, è stato confermato che le caratteristiche del dio portante il nome del pianeta corrispondeva, con una precisione che ha dell’incredibile, ai tratti dell’individuo sottoposto ad analisi astrologica.

Le pratiche divinatorie dei sacerdoti caldei erano rivolte alla sorte collettiva del popolo, allo Stato che amministrava la comunità, al re o al capo supremo, mentre l’utilizzazione in Grecia delle nozioni cosmologiche, sviluppatesi nella cultura babilonese per circa 3000 anni, segnò una metamorfosi: dal concetto impersonale e ampio a quello personale soggettivo.
Dopo il tramonto della civiltà babilonese, l’Oriente e l’Occidente assunsero l’eredità di questa sublime scienza e ne assicurarono un’ulteriore fioritura. E questo grazie a ininterrotte ricerche che vanno dal VII al IV secolo a.C.

L’Astrologia penetrò nei secoli VI e V a.C. fra i persiani, gli indiani e i cinesi. In Grecia penetrò nel IV secolo a.C. e poco dopo questi la introdussero in Egitto dove assunse grandissima importanza nel centro di studi astronomici di Alessandria. I progressi dell’astronomia e della matematica favorirono l’Astrologia, e specificatamente la parte genetliaca ad opera dell’astronomo Tolomeo (150 d.C. circa), che con il suo famosissimo Tetrabiblos favorì l’accoglimento dell’Astrologia e vi gettò le basi scientifiche.

L’Astrologia penetrò a Roma intorno all’epoca delle guerre puniche ad opera degli schiavi orientali, prevalentemente greci, ma non ebbe vita facile. Avversari irriducibili degli astrologi furono gli aruspici che vedevano in essi concorrenti fortemente temibili. Tra gli scrittori latini di astrologia si ricorda Giulio Firmico Materno. Tra gli oppositori romani: Cicerone, amico di Posidonio, Tacito e Plinio il Vecchio; tra i sostenitori Seneca.

Se nella Roma pagana l’Astrologia fu combattuta per ragioni politiche, la Roma cristiana la combatté per “ragioni morali” lanciando anatemi contro gli astrologi (Concilio di Lacodicea nel 366 d.C., di Toledo nel 400 d.C., e di Braga nel 561 d.C.) La Chiesa non tollerava il concetto astrologico che l’uomo dovesse dipendere dall’influsso di pianeti che personificavano dei pagani, soprattutto per il loro presupposto “libero arbitrio”. Così alcuni da una parte ammisero che gli astri indicavano il Destino umano, ma non lo determinavano, altri che ne determinavano il carattere, ma che il volere era libero. Ancora oggi la posizione della Chiesa –che da sempre ha la presunzione di essere la sola e unica detentrice della Verità- rimane ancorata a un’intolleranza irriducibile nei confronti della scienza astrologica.

Al tempo di Carlo Magno l’Astrologia riprese vigore grazie all’intervento degli Arabi i quali, depositari e divulgatori della scienza greca, la diffusero in Europa una seconda volta. Essi associarono lo studio dell’Astrologia con altre discipline di cui erano dotti, così che il medico consultava gli astri, e ogni parte del corpo umano era sottoposto all’influsso di un segno zodiacale; così l’alchimia associava i pianeti con i metalli, le piante, i minerali. Arricchita dall’insegnamento arabo, l’Astrologia trovò nel Medioevo sapienti cultori e fu elevata all’insegnamento universitario.
Il Rinascimento vanta un gran numero di astrologi al servizio di principi e condottieri. Tra questi: Regiomontano -(1436-1476) pseudonimo assunto da Johann Müller, famoso astronomo e astrologo tedesco, consulente di papa Sisto IV per le questioni intorno alla riforma del calendario- che riscoprì il sistema delle dodici Case astrologiche già precedentemente scoperte dall’astrologo astronomo arabo al Battani (858-929 d.C.). Ambrogio Varese da Rosate, che predisse a Innocenzo III la morte che avvenne pochi giorni dopo; Mayno de Mayneri presso i Visconti; Nostradamus e Cosimo Ruggieri alla Corte di Caterina de’ Medici; Ticone che predisse la sorte dei principi danesi; G. Caffarel, consigliere di Richelieu, et c. Anche Galileo (1564-1642) e Keplero (1571-1630) si avvalsero dell’Astrologia anche se –si dice- solo per guadagno e comunque con molta circospezione in considerazione della difficoltà di sostenerne la veridicità, a causa del noto periodo storico causato dall’intolleranza di una Chiesa imperante. Anche in quel periodo non mancarono gli oppositori: tra questi: Pico della Mirandola (1463-1494) con la sua opera “Contra astrologos”. La tradizione vuole che morisse nel giorno predettogli dall’astrologo Bellanti.

L’Astrologia oggi
L’Astrologia oggi è una scienza molto diffusa. Libri, giornali, riviste, televisione, tutti parlano di Astrologia, spesse volte per “capire” qualcosa della persona che sta di fronte, dell’amico o dell’amica che interessa, si indaga sul Segno zodiacale e sull’Ascendente, ma poi tutto finisce lì. Considerando il Sole e l’Ascendente non ci sarebbero che 144 tipi astrologici. La scienza astrologica non è così semplice, né riduttiva. Ogni individuo nasce con una mappa celeste personale, il suo Destino, le sue esperienze di gioia e di sofferenza, il percorso di crescita personale. È pertanto necessario inquadrare il tema di nascita individuale e sapere in quale contesto famigliare, sociale, storico, vive il soggetto esaminando.

Dal tema astrale emerge la personalità, le tendenze, le potenzialità, le doti e le tappe “obbligate” del Karma.

La maggior parte di chi consulta l’astrologo è per motivi sentimentali, per lavoro e per la propria salute psicofisica. Generalmente si tratta di un momento di crisi, di crescita, o di una svolta importante. Dall’esame dei transiti planetari sul tema di nascita si ha la situazione del momento, la sua durata, sia essa positiva che negativa. Da ciò il soggetto trae quella consapevolezza che l’aiuta a superare la crisi, o, in caso positivo, ad approfittare al meglio del periodo favorevole.
La diffusione di oroscopi dozzinali e di “improvvisatori” nel settore porta ad una visione estremamente distorta dell’Astrologia, a svilirla e a fornire una valida arma ai suoi irriducibili acritici detrattori. Infatti, come per il passato, anche oggi molti l’avversano, e questo per molteplici ragioni: dall’intolleranza religiosa basata su interessi di potere, non disgiunta dalla presunzione di essere i detentori della Verità; al postulato “libero arbitrio”, nonché all’ignoranza della materia, ma quello che è più grave è che tra essi ci sia anche qualche scienziato di chiara fama; tanto è riprovevole e torna a demerito degli stessi poiché negare ciò che non si conosce senza averlo seriamente approfondito è quanto meno antiscientifico. È invece più consono all’indole umana esaminare e indagare il mondo esterno e interiore, scevra da giudizi morali, confessionali e sociali per i quali eliminerebbe ogni serietà e serenità di risultati.

Una parola sul “libero arbitrio”. La legge deterministica coinvolge tutto l’essere e tutte le manifestazioni del Creato. Questo è comprovato dalle risultanze dell’osservazione statistica che ha permesso di rilevare un ritmo costante nella fenomenologia materiale e morale. E prevedere sulla base sperimentale statistica che fenomeni o gruppi di fenomeni non potranno che svolgersi in un determinato senso significa –nonostante questo possa suonare sgradito a certi spiriti animati da irriducibile spirito preconcetto- predirne il futuro, ossia, per dirla razionalmente, constatare il risultato di una costante. Gli spiriti irriducibili peccano di superbia e di vana presunzione, ma continueranno a sostenere di essere liberi, di poter agire come meglio credono e questo in netta contraddizione con le Leggi che governano l’Universo dove tutto si muove in una perfetta Armonia preordinata. Anche l’uomo è un prodotto dell’Universo e come tale non può che sottostare alle Sue Leggi.